Pensioni, piano del governo in sette punti da 300 milioni

Continua il confronto tra governo e sindacati sul fronte delle pensioni. La richiesta rivolta all’esecutivo è quella di avere un testo dettagliato sulle proposte in merito alla previdenza da inserire nel disegno di legge di Bilancio all’esame del Senato. Il prossimo incontro è stato fissato per sabato.

Nel frattempo, con l’obiettivo di dare agli esentati dall’aumento automatico della soglia di pensionamento una fisionomia a maglie più larghe, gli esperti di Palazzo Chigi e dei Ministeri dell’Economia e del Lavoro hanno presentato alcuni ritocchi alla proposta della scorsa settimana.

I fronti su cui agire in particolare sono due: la continuità del requisito soggettivo di lavoratore gravoso (aver svolto almeno sette anni di lavori di questo tipo negli ultimi dieci prima dell’accesso alla pensione) e il numero di anni contributivi (30 invece degli ipotizzati 36). L’esecutivo ha proposto di fissare a 30 anni il requisito contributivo per mantenere l’età di vecchiaia a 66 anni e sette mesi per le 15 attività gravose individuate.

Tra i ritocchi c’è anche un nuovo meccanismo per il calcolo dell’adeguamento all’andamento della speranza di vita (con calcolo dal 2021 basato sulla media del biennio precedente) e la detassazione della previdenza integrativa per gli statali.

A quanto pare, il governo ha proposto ai sindacati un intervento sulla previdenza in sette punti per un costo complessivo di 300 milioni. Sarebbero riutilizzati nel sistema previdenziale le risorse non spese per l’Ape sociale e l’anticipo pensionistico per i lavoratori precoci. Tra le misure, l’esenzione dall’aumento a 67 anni per 15 categorie di lavori gravosi e la revisione del meccanismo di calcolo per l’adeguamento dell’età alla speranza di vita.

I sindacati giudicano positivi, ma non sufficienti i passi avanti dell’esecutivo e puntano soprattutto a far sì che alle 15 categorie di lavori gravosi, per le quali è stato ipotizzato lo stop all’aumento a 67 anni dal 2019 dell’età pensionabile, sia consentito anche l’accesso all’anticipo pensionistico sociale. Chiedono inoltre un prolungamento dell’Ape social a tutto il 2019 e maggiori tutele previdenziali per giovani e donne.

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