Rateizzazione Agenzia Entrate-Riscossione, per quali debiti non è possibile

Per quali cartelle esattoriali è possibile la dilazione? A chiarirlo la sentenza n. 440/18 dell’11 gennaio 2018 della Cassazione, la quale in pratica ha spiegato che il contribuente non sempre ha il diritto di pagare a rate i debiti tributari.

La Suprema Corte ha sottolineato che l’Agenzia Entrate-Riscossione non è sempre tenuta a rateizzare il debito fiscale. Vediamo, dunque, quando deve farlo e quando può non farlo.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione è tenuta a rateizzare il debito fiscale che il contribuente ha con le amministrazioni statali e gli enti di previdenza, le agenzie istituite dallo Stato, Prefettura e le autorità amministrative indipendenti.

Per gli altri importi iscritti a ruolo, l’ente creditore può disporre diversamente e vietare all’esattore di concedere dilazioni. Il solo obbligo per l’Agenzia Entrate-Riscossione è motivare le ragioni del diniego alla richiesta di rateazione e far conoscere al contribuente il perché la sua istanza è stata rigettata. E’, ad esempio, il caso dei debiti con i Comuni e le Regioni: quindi delle cartelle per il bollo auto, la Tari, la Tasi, l’Imu, le multe stradali.

In questi casi non è diritto del contribuente ottenere un piano di pagamento a rate poiché le amministrazioni locali possono negare all’Agente per la Riscossione la facoltà di concedere dilazioni e avocare a sé questa possibilità. Cosa deve fare quindi il contribuente? Deve rivolgersi direttamente al Comune o alla Regione e deve presentare l’istanza prima che il debito venga passato all’esattore.

Nei casi in cui invece il contribuente può ottenere una rateazione delle cartelle di pagamento, è possibile fare richiesta per debiti fino a 60.000 euro presentando una domanda semplice e dichiarando la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economica. In questo modo è possibile accedere automaticamente al piano ordinario che consente di pagare il debito fino a un massimo di 72 rate (6 anni).

Per debiti superiori a 60.000 euro è possibile richiedere la rateizzazione presentando una domanda e allegando la certificazione relativa all’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) del nucleo familiare per attestare la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economica. Se non si è in grado di sostenere il pagamento del debito secondo un piano ordinario in 72 rate mensili, si può ottenere una rateizzazione fino a 120 rate di importo costante.

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