Fondi per le periferie, i progetti penalizzati dallo stop del Milleproroghe

lavori periferie

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E’ allarme tra i sindaci dei comuni italiani per la decisione, con l’approvazione del decreto Milleproroghe, di rinviare al 2020 l’efficacia delle convenzioni concordate sulla base del cosiddetto “bando periferie”, che prevedeva stanziamenti di fondi per la riqualificazione delle aree lontane dai centri urbani di decine di città italiane. Non un taglio ma uno stop, destinato a sciogliersi solo tra due anni. Durante i quali i lavori di recupero urbano non potranno effettuarsi, e andranno ad alimentare il degrado al quale si tentava di mettere argine.

I lavori sospesi con il decreto Milleproroghe

Tra i 120 lavori interessati in quasi altrettanti Comuni, il cui elenco delle opere avviate si può visualizzare qui, si segnala che a Roma, dove verranno mantenuti i 18 milioni di euro già erogati per la riqualificazione dell’edificio Ex Gil di Ostia, verranno congelati circa 40 milioni per altre previste opere in Comuni limitrofi come Fiumicino, Pomezia, Guidonia, Monterotondo. Stop anche a lavori per 18 milioni a Milano, che dovrà aspettare per la riqualificazione del Quartiere Adriano e per il prolungamento della Metrotranvia Linea 7. In Piemonte sono a rischio 235 interventi nelle periferie per il valore di 225 milioni, di cui 18 avrebbero dovuto essere impiegati solo alle periferie torinesi. Ok a progetti per 40 milioni a Bologna, ma occorrerà aspettare per i 18 milioni da impiegare nella conversione del parcheggio Giuriolo in archivio di restauro della Cineteca. Niente riqualificazione anche per le strade di Scampia, il quartiere tristemente famoso di Napoli, per cui erano previsti 40 milioni di finanziamento che avrebbe compreso interventi anche nei Comuni vicini. Ok invece all’abbattimento delle famigerate tre vele di Scampia, di cui ne verrà recuperata una (un progetto da 18 milioni). Anche a Venezia occorrerà attendere due anni per i 55 milioni destinati alla Città metropolitana nell’ambito del bando periferie.

Sospensione bando periferie, le reazioni

“Stiamo assistendo a un furto con destrezza. Siamo in presenza di un governo che straccia un contratto scritto, viene meno alla parola data. E tanti saluti alla leale collaborazione tra istituzioni”, tuona il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, replica alla sottosegretaria all’economia, Laura Castelli. “E’ falso che non ci sia copertura per il miliardo e 600 milioni destinati ai 96 progetti del bando periferie. Ottocento milioni sono stati stanziati con delibere Cipe. Altri 800 milioni attraverso il comma 140 di una legge di bilancio di due anni fa. Del resto tutte quelle convenzioni, che ora il governo vuole considerare carta straccia, avevano avuto la verifica e la registrazione della Corte dei Conti”. Una lettera aperta è stata inviata, sempre da Decaro, il 9 agosto  al sottosegretario Giorgetti, alla ministra Stefani e al presidente della Conferenza delle Regioni, Bonaccini, per ribadire quanto sopra e per chiedere al più presto il riesame della situazione durante la prima conferenza unificata utile.

“Se questo e’ il cambiamento l’Italia e’ proprio messa male. Dicono di stare dalla parte delle persone, ma oggi il Governo di Lega e Cinque Stelle cancella 2 miliardi di euro di investimenti per le periferie italiane, 40 milioni solo per Roma e provincia. Non resteremo in silenzio ad assistere a questa vergogna!”. Questo invece il commento, sul proprio profilo Facebook, del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Incredulo anche l’Assessore all’urbanistica del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran. “Sono così sbigottito ed incredulo che non riesco ancora ad essere nemmeno arrabbiato – scrive sul profilo Facebook l’Assessore. – Nel Dl Milleproroghe il Governo ha rinviato tutti i 2,1 miliardi stanziati dal Governo Renzi per le periferie al 2020, nonostante si trattasse di interventi con convenzioni già sottoscritte (nel caso di Milano a dicembre 2017) su opere che stanno per partire. Questo significa rallentare (o fermare?) non solo il Quartiere Adriano a Milano, non solo il superamento barriere architettoniche delle fermate M2, ma interventi fondamentali per il Paese come a Scampia, Ostia, Bari ecc. perché c’era almeno un progetto per ogni capoluogo di Provincia e ora è di nuovo tutto in discussione. Io ho una sola domanda: perché?”

“L’emendamento al decreto milleproroghe che sospende le convenzioni del Bando Periferie fino al 2020 ci preoccupa molto – commenta invece il presidente di ANCI Piemonte, Alberto Avetta – perché rimette in discussione gli impegni assunti e un percorso ampiamente concertato con gli enti locali. Ci sono infatti Comuni che hanno già investito nelle progettazioni, altri che hanno avviato le gare d’appalto e addirittura alcuni che stanno già realizzando le opere. Sarebbe una scelta giuridicamente discutibile che, se confermata, darebbe luogo inevitabilmente a tanti contenziosi”.

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