Comunicazione Iva verso lo stop, la proposta del Fisco: “Lipe precompilata”

A partire dal 1° gennaio 2019 è prevista l’abolizione della comunicazione periodica delle liquidazioni Iva, ma il rischio è che l’Erario perda 1,5 miliardi di euro. Così l’Agenzia delle Entrate propone l’avvio, a partire dal terzo trimestre 2019, della Lipe precompilata con i dati della fatturazione elettronica.

Nel corso dell’audizione sul disegno di legge Semplificazioni tenutasi alla Camera lo scorso 7 novembre, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Antonino Maggiore, ha spiegato che “al 30 settembre 2018, le lettere di compliance sono state circa 750mila e i relativi pagamenti sono stati pari a 822 milioni di euro, mentre le comunicazioni di irregolarità hanno consentito di riscuotere 757 milioni di euro”.

Questo significa che, tra lettere di compliance e comunicazioni di irregolarità sui dati presenti nelle Lipe, il recupero in termini di gettito Iva è di 1,579 miliardi. Per tale ragione, l’abolizione della comunicazione delle liquidazioni Iva periodiche, a partire dal 1° gennaio 2019, data di avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica per i titolari di partita Iva, comporterebbe dei problemi.

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha quindi proposto una “precompilata Iva”. Nello specifico, Maggiore ha affermato: “A partire dalle comunicazioni relative al terzo trimestre 2019, si potrebbe prevedere di mettere a disposizione in via sperimentale – a beneficio di tutti i soggetti passivi Iva – oltre agli elementi necessari per la predisposizione dei prospetti di liquidazione periodica Iva, una bozza di comunicazione periodica modificabile dal contribuente stesso”.

Maggiore ha spiegato che “la proposta di liquidazione, predisposta inizialmente con il flusso informativo della fatturazione elettronica, dei dati delle operazioni transfrontaliere e con il flusso dei corrispettivi, potrebbe essere messa a disposizione degli operatori attraverso i servizi telematici dell’Agenzia, prima dei termini di scadenza stabiliti”. Così il contribuente sarebbe in grado “di integrare ovvero approvare la proposta di comunicazione formulata dall’Agenzia, attivando un confronto con l’Amministrazione, volto ad evitare controlli successivi ed aumentare la naturale propensione al corretto versamento dell’Iva”.

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