La Lega vuole estendere la flat tax al 15% per gli aumenti di reddito

Gtres

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La Lega propone una flat tax al 15% (come per le partite Iva) estesa a imprese e persone fisiche per tutti i redditi aggiuntivi dichiarati rispetto all’anno precedente.

In buona sostanza, si tratterebbe di uno “scudo” fiscale contro gli accertamenti per chi dichiara un reddito aggiuntivo del 10% rispetto all’anno prima. Una flat tax al 15% sui maggiori guadagni dichiarati sarebbe decisamente più vantaggiosa rispetto all’aliquota minima dell’Irpef del 23%.

Facendo qualche esempio pratico, chi dovesse dichiarare 5mila euro in più rispetto ai 15mila dell’anno precedente, anziché 3.650 euro netti (aliquota al 23%), con la flat tax al 15% intascherebbe 4.250 euro.

Nei piani della Lega, il nuovo regime con flat tax al 15% per i redditi aggiuntivi sarebbe sperimentale per tre anni e, sempre secondo i leghisti, non graverebbe sul bilancio pubblico perché si tratterebbe di redditi non tassati in precedenza. Anzi, garantirebbe risorse in più, che sarebbero utili alla sterilizzazione delle clausole Iva dei prossimi anni.

“Lo scopo della proposta — si legge in un documento del ministero dell’Economia — è quello di far emergere materia imponibile per finanziare al termine di un triennio l’avvio della flat tax per tutti”. L’intenzione è dunque quella di scoperchiare redditi non dichiarati, un po’ sulla falsa riga di quella che sarebbe dovuta essere la pace fiscale, aumentando la base imponibile per poi ridurre l’incidenza del prelievo.

Per chi dichiara almeno il 10% in più rispetto all’anno precedente scatterebbe infatti l’esenzione dagli accertamenti fiscali, sempre che il contribuente non abbia commesso frodi o reati penali.

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