Decreto crescita, tassazione agevolata per il trasferimento di vecchi immobili

Il decreto crescita contiene misure per l'edilizia

Il decreto crescita 2019 contiene misure per l’edilizia / Gtres

Il decreto crescita 2019 è all’esame del Senato per il via libera definitivo. Nel decreto crescita 2019 ci sono anche misure legate all’edilizia, come la tassazione agevolata per incentivare gli interventi su vecchi edifici. L’obiettivo è conseguire classi energetiche elevate e nel rispetto delle norme antisismiche.

Nello specifico, il dl crescita (DL n. 34/2019) prevede fino al 31 dicembre 2021 l’applicazione dell’imposta di registro e delle imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna sui trasferimenti di fabbricati da sottoporre ad interventi di recupero.

Ma vediamo cosa prevede il provvedimento con le modifiche che sono state apportate in Commissione alla Camera:

  • la misura opera anche per le operazioni esenti da Iva, ai sensi dell’articolo 10 del D.P.R. n. 633 del 1972;
  • l’agevolazione si applica in caso di successiva alienazione di fabbricati suddivisi in più unità immobiliari, ove sia alienato almeno il 75% del volume del nuovo fabbricato;
  • l’agevolazione è estesa, oltre al caso di demolizione e ricostruzione degli edifici con successiva vendita, anche agli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro, di risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia dei fabbricati e loro successiva alienazione;
  • si inserisce la classe energetica NZEB – Near Zero Energy Building tra quelle che possono essere conseguite con gli interventi agevolati;
  • si chiarisce che rimane ferma la misura fissa dell’imposta ipotecaria nel caso di apposizione di vincolo sui beni immobili delle imprese assicurative.

Sono poi ampliati i poteri di intervento dell’Ivass nei confronti delle medesime imprese.

Nel dettaglio, il provvedimento dispone in via temporanea (sino al 31 dicembre 2021) l’applicazione dell’imposta di registro e delle imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di duecento euro ciascuna, per i trasferimenti di interi fabbricati a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che entro i successivi dieci anni provvedono:

  • alla demolizione e ricostruzione degli stessi, anche con variazione volumetrica rispetto al fabbricato preesistente ove le norme urbanistiche vigenti consentano tale variazione oppure, per effetto delle modifiche apportate in sede referente, agli interventi di manutenzione straordinaria, di restauro e di risanamento conservativo, nonché agli interventi di ristrutturazione edilizia, come definiti dal TU edilizia (D.P.R. n. 380 del 2001, articolo 3, comma 1, lettere da b) a d));
  • all’alienazione degli stessi.

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