Come staccare dal lavoro durante le vacanze

Gtres

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È tempo di vacanze, ma a volte staccare davvero dal lavoro può essere più complicato del previsto. Ecco come combattere la dipendenza dall’ufficio e godersi davvero le ferie.

Nel 1971, Wayne Oates introdusse il concetto di “workaholic” o “work addiction” per definire un problema riconosciuto come una vera patologia: la dipendenza da lavoro. Le cause posso essere diverse: pressioni interne da parte dei capi o esagerate aspettative pretese da noi stessi. Ma come fare per prendersi una pausa dal lavoro almeno in vacanza?

I meccanismi sono gli stessi delle dipendenze da droghe o alcol. Per questo secondo gli psicologi la privazione totale potrebbe essere traumatica per un “work addicted”. È consigliato quindi, almeno per i primi giorni di vacanza, concedersi “piccole dosi” di lavoro per non subire di colpo lo shock. Ci si può rendere magari reperibili un paio d’ore al giorno, diminuendo man mano che le ferie proseguono.

Spesso il controllo dello smartphone è ossessivo anche quando non riceviamo una chiamata. Potrebbe essere utile spostare dalla schermata principale le app che causano più tensioni (mail, calendario, news), decidendo consapevolmente quando controllare il telefono durante la giornata.

Il passaggio tra le giornate intense al lavoro e il totale relax potrebbe essere difficile da gestire, meglio che il cervello si abitui gradualmente. È importante fare esercizio fisico, passeggiate, lavori in casa o con quelle cose che ci si ripromette di fare “quando ci sarà il tempo”, il risultato sarà evitare di al lavoro e raggiungere risultati tangibili.

A volte le raccomandazioni più scontate e banali sono anche quelle più importanti, bisogna scegliere attentamente con chi trascorrere le vacanze. Meglio circondarsi di persone positive e con le quali non viene naturale parlare di lavoro. Chi ci sta accanto incide enormemente sul nostro stato d’animo e sui nostri pensieri.

In assoluto, poi, le vacanze sono anche un momento in cui ripensare alle priorità e ai ritmi di vita, per cercare di raggiungere una dimensione più serena e appagante. Non concedersi mai una tregua è una strategia logorante e alla fine si dimostra controproducente. Non siamo delle macchine. Abbiamo bisogno di pause e di ricaricarci per affrontare al meglio il prossimo obiettivo.

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