Mario Draghi a fine mandato lancia un nuovo Qe

Mario Draghi

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Mario Draghi saluta il mandato con un nuovo Qe / Gtres

Il bazooka di Draghi spara un ultimo colpo prima del passaggio di consegne a Christine Lagarde. Nella sua ultima conferenza stampa, il Governatore ha annunciato un nuovo QE a partire da novembre.

Bce, le ultime news

L’ultimo consiglio direttivo a guida dell’economista italiano promette di farsi ricordare concedendo la misura che i mercati attendevano con ansia: un nuovo programma di acquisto di titoli di Stato (Quantitative Easing) da 20 miliardi di euro al mese che partirà a novembre e immetterà nuova liquidità negli Stati membri dell’Unione, rimpolpando le casse delle banche e stimolandole a concedere finanziamenti all’economia reale.

Questo anche grazie al taglio di dieci punti base dei tassi sui depositi, ora al -0,50%, il che significa che per depositare denaro presso la Bce le banche europee dovranno pagare. Un incentivo, invece, a non tesaurizzare ma a finanziare le rispettive economie. Lanciato inoltre un nuovo maxi-prestito a lungo termine alle banche dell’Eurozona, con scadenza allungata da due a tre anni e tassi più bassi per le banche che concederanno prestiti al di sopra di una certa soglia.

Nuovo Qe della Bce senza scadenza

Misure che si rendono necessarie a causa della perdurante debolezza dell’economia nell’Eurozona, con importanti rischi al ribasso, e dell’inflazione che continua a restare sotto la soglia ottimale del 2%. La stima di crescita per l’area Euro, secondo la Bce, è abbassata all’1,1% per il 2019 e a 1,2% per il 2020. Confermato invece il +1,4% per il 2021. Per quanto riguarda le stime dell’inflazione, la Bce le ha abbassate da qui al 2021: per quest’anno si prevede ora un +1,1%, per il prossimo un +1% e per il 2021 un’accelerazione a 1,5%.

Il nuovo programma, ha detto Draghi salutando la propria carica, durerà quindi “tutto il periodo necessario a rafforzare l’impatto accomodante dei tassi” e il consiglio direttivo si aspetta che “finiscano poco prima rispetto a quando la Bce inizierà ad alzare i tassi”. Nessun limite di tempo, dunque, ma precise condizioni da rispettare. Infatti, è l’appello dei Direttivo, tocca ora alle politiche fiscali dei Paesi europei fare la propria parte per sostenere la domanda.

Restano invariati il tasso principale a 0% e quello sui prestiti marginali a 0,25%; resteranno tali o inferiori, secondo la Bce, fino a quando “non si vedranno le prospettive di inflazione convergere saldamente a un livello sufficientemente vicino, ma inferiore al 2% nel suo orizzonte di proiezione”.

Spread in calo, Trump reagisce alla Bce accusando la Fed

Positive le reazioni dei mercato alle decisioni della Bce. Piazza Affari accelera di circa lo 0,75% assestandosi intorno ai 22.060 punti, mentre lo spread Btp-Bund converge verso i 140 punti base. Il rendimento dei titoli di Stato italiani ha perso circa 15 punti base.

Anche il presidente Usa guarda con invidia le politiche della Banca Centrale Europea, accusando invece la Fed di stare troppo ferma. “La banca centrale europea, agendo rapidamente, taglia i tassi di 10 punti base. Stanno tentando, e con successo, di svalutare l’euro contro il dollaro molto forte, danneggiando l’export Usa. E la Fed sta seduta, seduta e seduta. Loro sono pagati per prestare denaro, mentre noi stiamo pagando gli interessi”, ha twittato Donald Trump.

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