Rilascio permesso costruire, cosa accade se il Comune si sbaglia

Cosa dice la Cassazione con la sentenza 37475/2019

Il parere della Cassazione con la sentenza 37475/2019 / Gtres

La Cassazione, con la sentenza 37475/2019, è intervenuta in merito al rilascio del permesso di costruire.

Secondo quanto stabilito, effettuare un intervento sulla base di un titolo abilitativo illegittimo equivale a effettuarlo in mancanza di qualunque autorizzazione. Questo significa, dunque, che se il Comune rilascia un permesso di costruire, ma poi si accorge di aver sbagliato e lo annulla in autotutela, i lavori devono fermarsi perché assimilabili ad abusi edilizi.

In esame l’intervento di ampliamento di un immobile situato in un parco nazionale, da realizzare sulla base di un permesso di costruire rilasciato a marzo 2018. Il Comune, a inizio 2019, essendosi reso conto che il permesso era in contrasto con il Piano territoriale paesistico, ha fermato i lavori e annullato il titolo abilitativo in autotutela. Il giudice delle indagini preliminari ha quindi emesso una ordinanza di sequestro preventivo.

A giudizio del responsabile dell’intervento, i lavori erano possibili dal momento che sull’area non era stato posto nessun vincolo di inedificabilità. A parer suo, nella zona non era operativo neanche il limite del 20% per gli ampliamenti, valido solo per gli adeguamenti igienico sanitari e tecnologici. Secondo il responsabile dell’intervento, inoltre, il permesso di costruire era stato rilasciato con il parere favorevole della Soprintendenza e dell’Ente Parco. Di conseguenza, ha presentato ricorso contro l’istanza di sequestro.

Secondo quanto rilevato dalla Cassazione, in base al Piano territoriale paesistico, erano consentite solo le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia senza incremento delle volumetrie. Sul litorale erano inoltre previste ulteriori limitazioni, con la possibilità di realizzare solo interventi per eliminare elementi di degrado.

I giudici hanno spiegato che il permesso di costruire deve essere rilasciato in conformità alle previsioni degli strumenti urbanistici, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico-edilizia vigente. In caso contrario, è come se non ci fosse e i lavori siano stati effettuati in modo abusivo. La sentenza dice: “La contravvenzione di esecuzione lavori sine titulo sussiste anche se il permesso di costruire è stato formato, ma è illegittimo per contrasto con la disciplina urbanistica di fonte normativa o risultante dalla pianificazione”.

La Cassazione ha poi spiegato che la giurisprudenza ha ampiamente dibattuto sulla diversità tra un intervento realizzato fin dall’inizio senza alcun permesso e dei lavori effettuati sulla base di un permesso di costruire poi rivelatosi illegittimo perché rilasciato erroneamente. Dall’esame del caso concreto, però, i giudici non hanno ravvisato elementi di buona fede a favore del responsabile dell’ampliamento. La Cassazione ha quindi respinto il ricorso.

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